Oct 31, 2026

Antiabortiste a chiedere il “vota donna” e le “quote rosa”?

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Abbatto i muri
11 03 2014

Quando penso alle candide donne che ieri si sono presentate a pretendere le quote rosa “in nome delle donne” io penso che alcune delle facce mi ricordano nettamente posizioni antiabortiste. Ed eccone le conseguenze. Una donna obbligata ad abortire per questioni terapeutiche viene lasciata sola in bagno assistita solo dal marito. I medici? Tutti obiettori. Obiettori anche gli infermieri e le infermiere? Chi lo sa. A monte c’è la faccenda atroce della legge 40, quella sulla procreazione medicalmente assistita, e sono tutte cose per cui l’Europa ha sgridato l’Italia perché siamo al limite dell’inciviltà.
Quante tra le donne che ieri esigevano un voto “in nome delle donne” hanno aderito e partecipato ai family day? Quante hanno voluto la legge 40 per quello che è? Quante sono contrarie all’aborto, ma talmente contrarie da obiettare perfino alla contraccezione? Altro che donne. Forse che l’antiabortista o omofoba che si presenta con accessorio bianco in parlamento, ella pura, invece noialtre sporche, colore democristiano, infine, che prevale su tutto, può dirsi benvoluta dalle donne perché donna?
Vi racconto un altro episodio di totale solitudine nell’aborto.
C’era, chiamiamola così, Teresa. In ospedale l’intervento era fissato per le 11.00. La fanno aspettare in corsia e poi la portano in barella in una stanza in cui sono presenti lì altre tre. Teresa ha già due figli ed è disoccupata. Il marito l’aspetta fuori ed è agitato. Non hanno avuto scelta e anche se l’avessero avuta, così mi dice, comunque non sarebbe stato il caso. Ma chi lo cresce un terzo figlio di questi tempi? Non sappiamo neanche come crescere i due che abbiamo. Allora lei e le altre tre stanno in fila, come le vacche da macellare, un tizio pensa che sono addormentate e mentre Teresa è a occhi chiusi lo sente dire che “queste troie, prima si divertono e poi vengono qui a farsi ripulire“. Poi Teresa entra in sala operatoria, ricorda luci, voci in sottofondo, chiacchiericcio, e c’è disprezzo ancora e non capisce come mai. La piazzano in stanza con le altre a ripigliarsi dall’anestesia e quando si sveglia è incazzata nera. Piena di rabbia. Si sente impotente. Entra il marito e poi entro pure io. Tra un attimo può prepararsi e la portiamo via. Poi piange e dice che non può neppure ribellarsi alla mortificazione. Non sa chi era. Non l’ha visto in faccia. E vuole solo scappare via. Vuole scappare.
Io vorrei davvero sapere quando le donne potranno smettere di subire queste torture. Perché sono torture. Allora, care signore, prima di pretendere il voto “per” le donne abbiate in mente che siete complici di questa violazione dei diritti umani. Ah, a proposito: com’era il fatto che anche un pezzo del Pd in Parlamento Europeo non ha votato il rapporto Estrela in cui si ragionava proprio di diritti alla tutela della salute delle donne che abortiscono?

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